Critica alla Massoneria Ufficiale

Disclaimer:
Le seguenti riflessioni rappresentano opinioni personali della Sacra Loggia Eretica «Ad Lucem Per Haeresim», basate su fonti storiche, accademiche e documenti pubblici. Non intendono accusare individui o istituzioni attuali di illeciti, ma offrire una critica ideologica e storica alla struttura e alla prassi della massoneria regolare.

Riti, Strutture e Ambizioni di Potere

La massoneria “regolare”, rappresentata in Italia da obbedienze come il Grande Oriente d’Italia (GOI) e la Gran Loggia Regolare d’Italia (GLRI), si presenta pubblicamente come un’associazione filantropica e iniziatica fondata su principi di fratellanza, tolleranza e miglioramento morale. Tuttavia, numerosi studiosi e osservatori esterni hanno evidenziato, nel corso della storia, aspetti che appaiono problematici: una struttura gerarchica accentuata, una ritualità percepita come esteriore e un’attrazione storica verso reti di influenza politica e sociale, nonostante la proclamata apoliticità.

I Riti: Simbolismo Esteriore e Percezione di Superficialità Esoterica

I riti praticati nelle obbedienze regolari, dal Rito Scozzese Antico e Accettato al Rito di Emulation, si basano su una simbologia derivata dalle antiche corporazioni di muratori operativi. La leggenda di Hiram Abiff, centrale nel terzo grado, viene interpretata prevalentemente come allegoria morale di morte e resurrezione. Diversi studiosi, tra cui lo storico Franco Cardini, hanno osservato che gli elementi esoterici (di derivazione rosacrociana, alchemica o templare) vengono incorporati in modo formale e allegorico, senza apparentemente raggiungere quella profondità trasmutativa che altre tradizioni iniziatiche rivendicano.

La riservatezza sui rituali, definita dalle obbedienze come semplice “discrezione”, ha alimentato nel tempo sospetti e critiche da parte di osservatori esterni, che vi hanno visto un contrasto con i principi di trasparenza proclamati.

La Struttura Gerarchica e la Questione Storica del Potere

Le Costituzioni di Anderson (1723) e i landmarks della massoneria regolare vietano formalmente discussioni politiche in loggia e proclamano neutralità. Tuttavia, la storia documentata mostra casi in cui logge e massoni di alto grado hanno svolto ruoli significativi in contesti politici: dal sostegno al Risorgimento italiano (Garibaldi, Mazzini) fino a episodi più controversi del Novecento. Il caso più noto rimane quello della loggia P2, affiliata al GOI fino al 1976 e poi dichiarata coperta. La Commissione parlamentare d’inchiesta presieduta da Tina Anselmi (1981-1984) la definì un’organizzazione con finalità eversive, rilevando la presenza di numerosi esponenti delle istituzioni e un “Piano di rinascita democratica” volto a influenzare apparati dello Stato. Tale vicenda ha segnato profondamente la percezione pubblica della massoneria in Italia. Studi storici (ad esempio quelli di Fulvio Conti) evidenziano come, in determinati periodi, reti massoniche abbiano funzionato come gruppi di pressione o lobby, pur nel rispetto formale delle regole interne.

Conclusioni: Una Via Alternativa

La massoneria regolare, con la sua enfasi su landmarks rigidi, riconoscimento reciproco tra Gran Logge e strutture gerarchiche, appare a molti osservatori come un’associazione elitaria che, pur proclamando obiettivi elevati, ha storicamente attratto persone di potere e influenza. La vicenda della P2 rimane l’esempio più eclatante di come, in determinate circostanze, la segretezza e la rete fraterna possano essere percepite come strumento di conservazione di privilegi piuttosto che di vera ricerca interiore.

Noi crediamo che esista una via alternativa, eretica e libera da ogni obbedienza esterna: una ricerca iniziatica che rifiuti dogmi fissi, gerarchie rigide e affiliazioni a strutture di potere, privilegiando la sfida costante alle certezze e l’elevazione individuale attraverso la gnosi personale.

Ad Lucem Per Haeresim.


Dichiarazione di natura giuridica e ideale

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